giovedì 18 giugno alle ore 21 sulla piattaforma Zoom Alice Carla Lanzi, in dialogo con Martino Negri, presenta STORIE PROIBITE. Educare alla lettura tra libertà e censura.
L’oggetto della mia indagine è il rapporto tra la letteratura per l’infanzia e i meccanismi censori cui è stata ed è tutt’ora spesso sottoposta. Narrare storie è un bisogno umano ancestrale e uno strumento di cura e trasformazione; quando però si tratta di storie per bambini il punto di vista adulto è piuttosto differente: prevale una visione utilitaristica della lettura, intesa come mero strumento didattico, che priva i testi della loro dimensione estetica e gratuita, epurandoli da qualsivoglia contenuto ritenuto potenzialmente pericoloso.
È così che si evidenzia un paradosso educativo: nel tentativo di proteggere i bambini da temi considerati dolorosi o pericolosi, come la morte o la paura (che fanno in realtà parte della loro esperienza reale), gli adulti applicano forme di censura e addomesticamento che finiscono per imbrigliare l’infanzia, limitandone le potenzialità espressive. È necessario invece fornire ai bambini gli strumenti critici per comprendere ed elaborare la realtà attraverso storie di qualità, anche se “scomode” o “pericolose”.
Nel mio percorso di ricerca ho voluto verificare se fosse possibile affrontare la lettura integrale di testi ritenuti controversi, in classe, per stimolare l’autonomia interpretativa e il pensiero critico. L’esperienza pratica del progetto “Leggere per crescere” ha dimostrato che i bambini possiedono capacità riflessive ed empatiche superiori alle aspettative degli adulti.
La scuola deve agire come una “palestra di democrazia”, tutelando i diritti dei bambini-lettori e promuovendo al contempo l’incontro con l’alterità. Solo così la lettura non sarà più percepita come un mero obbligo scolastico da adempiere, ma come una reale forma di nutrimento e di cura, che consenta ai bambini di accrescere se stessi e di orientarsi nella complessità del reale, attraverso lo spazio protetto della finzione.
In definitiva, educare alla lettura significa creare le giuste condizioni, affinché i bambini possano trovare nei libri uno specchio della propria umanità.
Alice Carla Lanzi è insegnante di scuola primaria ed eterna sognatrice. “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo è la frase che mi accompagna in ogni sfida della mia vita. Nel 2025 ho conseguito la laurea quinquennale in Scienze della Formazione Primaria e nel 2016 la laurea triennale in Scienze dell’Educazione. Da oltre dieci anni lavoro nella scuola primaria e, precedentemente, ho avuto esperienze lavorative nel campo educativo. Si può dire che accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita e di scoperta è sempre stata la mia principale occupazione, che ho cercato di svolgere con passione e dedizione, ma anche con una buona dose di domande e insicurezze.
Ho sempre amato il mondo della parola scritta. I libri si sono spesso dimostrati dei fedeli e schietti amici per me. Credo fortemente nel potere trasformativo della letteratura: le storie ci plasmano e ci accompagnano, ci aiutano a capire chi siamo. Leggere a qualcuno è anche un potente gesto di cura che apre enormi potenzialità di scambio, confronto e arricchimento reciproco. Il mio particolare interesse per la promozione della lettura di qualità nel contesto scolastico, mi ha portata ad indagare maggiormente queste tematiche e ad incentrare il mio percorso di tesi e il tirocinio proprio sulla letteratura per l’infanzia e sullo sviluppo del pensiero critico nei giovani lettori, attraverso il progetto Leggere per crescere. Se c’è una cosa che ho imparato, dopo le esperienze maturate fino a qui, è che essere insegnanti non significa non avere più nulla da imparare, ma al contrario: non bisogna mai smettere di essere curiosi, di cercare il dialogo e il confronto, di porsi domande e di riflettere criticamente sul proprio operato. C’è sempre qualcosa da imparare, anche mentre si insegna a dei bambini.”