Segreti che sussurriamo alle ombre, Sara Simoni, Il Castoro Off, 2025

COSA: Torino 1898. Clelia, studentessa di medicina e Brando, giornalista, si uniscono per dimostrare l’esistenza di un terribile vampiro in città. Alleanza improbabile, però, visto che l’amata madre di Clelia è proprio lei stessa un vampiro
CHI: per chi vuole conoscere l’amore nella sua parte più luminosa e in quella più oscura, condita però con mostri e donne forti invece di principesse e cavalieri
PERCHÈ: per capire che l’amore vero tra due persone è quello che aiuta, valorizza e rende felici entrambi e che, con la persona giusta, anche il buio della notte diventa luminoso.
Grazie a Serena Casiraghi per questa recensione!
E per chi non si accontenta di tre parole ecco la recensione completa fatta da Serena:
Quando ho iniziato a leggere Segreti che sussurriamo alle ombre credevo fosse una storia di vampiri un po’ sanguinosa con il cliché dei due protagonisti che si innamorano e che alla fine del libro si preparano a vivere un’esistenza idilliaca. Invece no. Clelia e Brando fanno qualcosa di più di innamorarsi, crescono insieme, si completano e sanno che loro due uniti sono un fuoco che accende la notte. Il loro amore è come il diamante, puro, bellissimo e forte, tanto forte. Si donano l’uno all’altro senza riserve, ma invece di annullarsi sono più vivi che mai e insieme riflettono uno la luce dell’altro.
L’amore però, si sa, può far male, ferire e dilaniare. Lo sa Brando, che ha perso il padre, lo sa Clelia, a cui la madre le ha mentito per molto tempo e lo sa anche Lucrezia, il cui desiderio possessivo del marito le è costata la vita.
Anche l’amore di Lucrezia verso la figlia era potente, ma mancava di qualcosa: era un amore egoistico che scaturiva dal desiderio di proteggerla, ma anche da quello di vedersi riflessa nei suoi occhi come il personaggio buono delle fiabe. Tra loro due Lucrezia aveva imposto delle regole, non aveva mai cercato un dialogo con la figlia. Di fatto lei la ingabbiava e non sembrava accorgersi di quanto quelle cacce notturne la facessero star male. Eppure non era cattiva, soltanto doveva capire che amare, che parola grandiosa, amare, significa semplicemente donarsi all’altro. Lucrezia alla fine ci è riuscita, si è sacrificata per la libertà e la felicità di sua figlia perchè, in qualche modo, quello la completava.
Se invece Brando e Clelia hanno già trovato il significato dell’amore, una terribile prova minaccia di distruggere tutto quello che sono diventati e che hanno costruito insieme, perchè Brando è diventato un vampiro, ciò che più odia in assoluto e si chiede come farà ad accettarsi ora che è lui il mostro. Ma come insegna questo libro, sono le scelte che facciamo e non chi siamo a determinare noi stessi. Brando potrà anche avere zanne, artigli e sete del sangue di Clelia, ma sa che il suo amore per lei è più forte di tutto il resto. E sa anche Clelia è lì ad aiutarlo, che lei non ha paura perché ha fiducia in lui e che nonostante tutto ha deciso di stargli accanto perché il vero amore, si sa, va oltre a sciocchezze del genere.