mercoledì 5 novembre alle 21
presso la libreria
LA PORTA CHIUSA
viaggio verso l’ignoto della pubertà
se ne parla con ANNA ZARDI
psicologa dell’età evolutiva

Ma che ci fanno quei due chiusi da ore in camera?
Perché io, genitore, non posso più entrare nella cameretta di mio figlio?

L’adolescenza è sicuramente una tappa fondamentale nel processo di sviluppo e maturazione dell’uomo. In questo periodo, infatti, si verificano cambiamenti radicali che riguardano la persona nella sua globalità psicofisica e il suo rapporto con il mondo esterno (società, scuola, famiglia, amici). 
L’adolescenza è, quindi, l’epoca del cambiamento, della trasformazione e, volendo usare una metafora u po’ abusata, può essere paragonata al “viaggio”.
Viaggio verso l’ignoto, verso “l’altro da sé”, rappresentato dal mondo degli adulti che, nello stesso tempo, affascina e spaventa. L’ignoto però è rappresentato anche dal “corpo” che, durante la pubertà, inizia a trasformarsi in modo brusco e talvolta poco omogeneo e dalla “sessualità”.
I mutamenti corporei hanno sempre una forte risonanza psicologica, in particolare, i cambiamenti che si realizzano nel periodo adolescenziale richiedono un certo rimaneggiamento dell’identità corporea dell’individuo in quanto hanno in se stessi delle caratteristiche che possono mettere alla prova la capacità di adattamento psicologico dei ragazzi: sono rapidi, molteplici, profondi, ma soprattutto si compiono in un individuo che, a differenza del bambino, ne è spettatore consapevole ed è dunque impegnato in un processo di controllo, contenimento, attribuzione di senso a ciò che gli accade.
Che ruolo hanno i genitori in questo periodo delle vita dei loro figli?
Cosa accade nell’identità di un genitore che si trova a dover condividere il ruolo di “adulto” con un figlio fino a poco primo “bambino”?
E che spazi di dialogo e condivisione sono possibili in questo “viaggio” attraverso l’adolescenza?