immagine di Laurent Moreau, tratta da A che pensi?, Orecchio Acerbo editore

Un’emergenza che ha creato un trauma collettivo

La situazione di emergenza legata al Covid 19 e il conseguente lock down hanno creato un trauma collettivo e individuale che possiamo dare per scontato.

Qualcosa si è interrotto bruscamente lasciando inquietudine, paura, incertezza, immobilità, perdita di connessioni abituali, frustrazione.

Il mondo si è ristretto e il tempo si è dilatato

I ritmi e i riferimenti conosciuti sono improvvisamente cambiati e per un tempo lungo.
Affetti e situazioni note e quotidiane sono state bruscamente abbandonate.
Il mondo si è ristretto e il tempo si è dilatato, per adulti e bambin*/ragazz*.
Ansia, malinconia, rabbia sono diventate le forme del malessere diffuso.

La trasformazione in luogo virtuale del contenitore scolastico. L’assenza di altre relazione quotidiane rassicuranti e accudenti (i nonni per esempio, la scuola materna o lo sport e gli amici). Sono tutti eventi che  hanno generato spiazzamento e preoccupazione (mancanza della scuola, dei compagni, del gioco condiviso, dei nonni, delle attività extrascolastiche …).

Una certa fatica va data per scontata e non va sottovalutata

Dobbiamo quindi dare per scontata una certa fatica, fisiologica o patologica che sia. E questa fatica non va mai ignorata ma deve essere valutata con attenzione e disponibilità.

Dobbiamo cogliere tutti i segnali che soprattutto bambin* e ragazzin* mandano riguardo all’esperienza vissuta negli ultimi mesi.

Tenendo conto inoltre che anche gli adulti sono comunque convolti in questa fatica e a volte potrebbero non essere in grado di essere loro di supporto come in tempi ordinari.

Un piccolo aiuto per affrontare questi problemi

immagine di Laurent Moreau, tratta da A che pensi?, Orecchio Acerbo editore

Grazie alla disponibilità della nostra pedagogista di riferimento, Laura Campanello, a breve renderemo disponibili online delle pillole pedagogiche per affrontare alcuni dei più diffusi malesseri.
Se però avete la sensazione che qualcosa stia andando storto e non volete aspettare, vi invitiamo a scriverci a info@lacicalalibri.it: vi metteremo in contatto con la dott.ssa Campanello.