giovedì 23 novembre alle 21
presso la libreria
FILIPPO SCHILLACI
autore di
CACCIA ALL’UOMO
parla del suo libro con
Marco Molgora
assessore provinciale all’ambiente

Il libro in sé è un’utile lettura per chi ancora pensa che gli incidenti di caccia riguardino solo i cacciatori e che 800.000 fucili in azione sul territorio italiano non siano un problema che li riguarda.
Filippo Schillaci è infatti prima di tutto un cittadino stanco di sopportare gli abusi dei cacciatori e valuta il problema della caccia da un punto di vista insolito: l’attività venatoria è pericolosa, così tanto che uccide proporzionalmente più degli incidenti sul lavoro. A perdere la vita o a rimanere feriti per mano dei cacciatori non sono solo fringuelli e volpi, ma anche uomini, donne e bambini che hanno avuto, come unica colpa, quella di trovarsi sulla traiettoria di un cacciatore poco attento e del suo fucile.
Un panorama impressionante di violenza documentato con fonti giornalistiche e statistiche. L’autore oltre a dimostrare che i cacciatori sono una delle poche categorie, forse l’unica, che può permettersi di violare diritti fondamentali e garantiti, tenta anche di arrivare alle radici di tutto ciò, di domandarsi quale sia la natura della cosiddetta “cultura venatoria”. E trova le risposte nelle parole degli stessi cacciatori, in cui ricorrono continui, ripetitivi richiami alle epoche più remote, all’istinto, all’animalità, all’irrazionalità dell’impulso venatorio: la caccia, perso ormai ogni ruolo pratico, serve all’uomo solo a “soddisfare certe sue inclinazioni”, prima fra tutte “la spinta ancestrale di possedere e conquistare”. Una “cultura” che la società si sta lasciando sempre più alle spalle ma che fa ancora oggi sentire la sua massiccia presenza perfino nelle scuole dove i cacciatori, a volte sotto le mentite spoglie dell’ “educazione ambientale” non hanno mai cessato di svolgere attività miranti al proselitismo, in alcuni casi con l’attiva collaborazione delle istituzioni.
La presenza di Marco Molgora farà sì che la serata possa diventare un’occasione per allargare ulteriormente il discorso e per ragionare di ambiente a tutto tondo e in modo per nulla scontato.