DIARIO SEGRETO DI POLLICINO
Rébecca Dautremer, Philippe Lechermeier
Rizzoli, 2010

I nomi di Philippe Lechermeier e Rébecca Dautremer non sono ignoti in Italia: entrambi francesi, lui autore per ragazzi abile e prolifico, lei illustratrice di grande talento, nel nostro paese vengono pubblicati da diversi editori e una loro opera comune, intitolata Principesse: dimenticate o sconosciute … (Fabbri, 2005), ha riscosso notevole successo qualche anno fa. Un successo che speriamo si ripeta per questo volunme dal formato insolito, appena pubblicato da Rizzoli: una straordinaria rivisitazione di una vecchia storia capace di garantire ai più piccoli che sì, ce la faranno a sopravvivere, crescere e persino trionfare su un universo adulto singolarmente minaccioso. Diario segreto di Pollicino è infatti un libro che non sarebbe esagerato definire geniale, in cui la fiaba si trasforma in autentico romanzo d’infanzia e le metafore crudeli del classico Petit Poucet non sbiadiscono ma acquistano una dimensione nuova e più profonda grazie a un testo visionario, grottesco e intensamente poetico che ci restituisce lo sguardo autentico di un bambino perso in un mondo affascinante quanto mostruoso.
Una quantità di personaggi di contorno (Mariapuzza, la piccola innamorata di Pollicino, la sua stravagante famiglia, il maestro Macario che, stravolto dalla fame, cerca di mangiarsi gli alunni), il calendario di inverosibili santi che segna lo scorrere dei giorni, accompagnano le riflessioni del protagonista e le sue spassionate descrizioni di una realtà contadina che rimanda a quella dura e arcaica delle fiabe ma presenta somiglianze inquietanti con le attuali “zone del disastro” sparse per il pianeta. E a rendere indimenticabile la narrazione, costruendo un racconto parallelo, ci sono le immagini della Dautremer: un succedersi di invenzioni minuziose, intricate e complesse, piene di allusioni pittoriche, che vanno “lette” una per una fino a scoprire l’ultimo, illuminante dettaglio.
Uno dei più bei libri del 2010, insomma, nonché un quasi-capolavoro dell’illustrazione contemporanea da consigliare a bambini e adulti annoiati da letture irrilevanti e disposti a misurarsi con qualcosa di nuovo.

(recensione a cura di Francesca Lazzarato, tratta da Il Manifesto di domenica 24 ottobre 2010)