IL FIGLIO UNICO
Guojing
Mondadori, 2017

Ci sono libri senza parole di facile lettura – in cui la trama è facilmente intuibile -, e altri di lettura più complessa – in cui l’immaginazione del lettore gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della storia -.
Il figlio unico, silent book scritto da Guojing e edito in Italia da Mondadori, appartiene alla prima categoria di silent.
Cresciuta in Cina durante gli anni della politica del figlio unico, Guojing crea un’opera che condensa tutta l’emotività insita nel crescere da soli, senza fratelli, con i genitori spesso fuori casa per lavoro.
Un’avventura reale e onirica, mozzafiato, che non può non incantare. Un racconto che parla di solitudine ma soprattutto di una bella magia.Interamente ritratta con le sole sfumature del grigio, del seppia e del bianco e nero, la storia nasce come ricordo autobiografico dell’autrice. Un’avventura quotidiana si trasforma in un grande viaggio immaginifico tra sogno e realtà.

In un paesaggio freddo e innevato vediamo una bimba, la protagonista, svegliarsi e salutare la mamma di controvoglia, per poi restare da sola in casa.

Qualche gioco, qualche distrazione, l’album fotografico dei ricordi da cui affiora una nonna cui si vuole bene, e poi l’idea – andare a trovare la nonna-, un bigliettino scritto, sciarpa cappotto stivali e inizia il viaggio, fuori, tra macchine e tram e gente sconosciuta.

Appoggiata al finestrino del tram, la bimba però si addormenta, e quando si sveglia, non capiamo più la dimensione in cui si ritrova.

Sicuramente c’è la neve e c’è un bosco scuro, nulla di familiare.

Sale la paura, scorrono le lacrime.

Finché, ecco un grande cervo, giungere accanto come figura salvifica.

È qui che inizia la realtà parallela, il viaggio, fatto di nuove amicizie, in primis quella dolce e affettuosa con il grande cervo protettore e poi con un omino-nuvoletta, simpaticissimo e divertente. Tra giochi e coccole, non mancano gli imprevisti, come la grande bocca di una balena che compare all’improvviso inghiottendo tutti e tre, per condurli nel buio più fitto in cui si scorgono mille lucine…

Ecco poi arrivare la mamma nuvoletta, e le lacrime e gli addii, sopraggiunge infine il sonno e il risveglio nel nulla, da soli, finché torna il cervo che condurrà la bambina a casa, dai genitori che disperatamente la stanno cercando.

La potenza di questo libro risiede nella storia, così pura e ricca di emozioni, ma soprattutto nelle illustrazioni che raccontano magistralmente sia le avventure che le relazioni e gli affetti grazie a primi piani intensi (come l’abbraccio finale tra la bimba e il cervo) e vedute aeree spettacolari.

Guojing gioca continuamente con i cambi di prospettiva e le inquadrature, che accolgono le immagini talora in piccoli riquadri tal’altra in una doppia pagina, rendendo la storia piena di ritmo.

Le atmosfere sono ovattate e silenziose e hanno la capacità di avvolgere il lettore in una narrazione piena di magia, dolcezza e batticuori.

Età di lettura consigliata: 4+

(recensione tratta dal sito Galline volanti)