IMPARARE A DIRE NO
Paolo Ragusa
Rizzoli, 2013

Saper dire NO in una società come quella attuale che tende a cercare “l’armonia” a tutti i costi è una difficoltà che, pur con diverse motivazioni, incontriamo un po’ tutti nella nostra vita quotidiana.
E’ quindi da accogliere con particolare favore il libro di Paolo Ragusa il cui tema è già indicato nel titolo: Imparare a dire NO. Si tratta di un interessantissimo saggio che, attraverso un percorso teorico-pratico da sperimentare personalmente, ci accompagna verso la capacità di stare nella divergenza e di gestire situazioni conflittuali senza esserne sopraffatti.
Il testo non dà soluzioni o risposte precostituite, che non sarebbero evolutive, ma ci indica la strada per orientarci nella complessità del vivere quotidiano, dove il saper dire “NO” è una competenza essenziale, imprescindibile.
L’autore ci accompagna in un percorso molto coinvolgente che ci porta a distinguere il NO utile (NO conflittuale) ovvero quello che sa sostenere il conflitto senza compromettere il rapporto, da quello dannoso cioé il NO collegato a meccanismi psicologici, spesso di matrice infantile, che condizionano fortemente la nostra capacità di gestire le divergenze.
Va rilevato che noi siamo più portati a lasciare che le nostre azioni siano guidate da alcuni meccanismi difensivi che generalmente ostacolano la nostra evoluzione, piuttosto che affrontare la fatica del conflitto e della coerenza: lo scopo di questo saggio è proprio quello di aiutarci a scoprire questi meccanismi e a “disattivarli” mettendo in atto le strategie dell’approccio maieutico.
A questo proposito, ritengo di particolare interesse la parte dedicata alle coordinate (conflitto, legame, matrice infantile, tasto dolente) ciascuna delle quali orienta le nostre relazioni verso aspetti differenti. Le coordinate, collocate in un “quadrante”, costituiscono una mappa che ci permette di orientarci: si possono infatti rileggere i propri NO, cercando di individuare quale, tra le quattro coordinate, li ha determinati.
In definitiva, attraverso le coordinate, possiamo riconoscere la nostra competenza conflittuale, valutare la nostra capacità di stare nelle situazioni, e dunque misurare l’area di sostenibilità di quel particolare conflitto.
Imparare a dire NO, tenendo conto del principio basilare della maieutica, la sostenibilità, non dice ciò che la persona deve fare ma l’aiuta a valutare quello che può fare.
Quello che rende particolarmente interessante questo saggio è la parte riservata agli esempi dove il lettore viene invitato a fare delle riflessioni sulle esperienze presentate, a confrontarsi con esse e ad effettuare delle esercitazioni personali. Qui trova infatti materiali e strumenti molto stimolanti per lavorare al suo “piano di sviluppo personale”.
Insomma Paolo Ragusa esortandoci ad assumere la responsabilità del nostro cambiamento, ci fornisce una “mappa” che ci guida verso l’utilizzo di un NO consapevole e sostenibile.
Mi piace concludere questo scritto con una memoria autobiografica: leggendo il libro di Paolo Ragusa infatti mi sono tornate alla mente le parole del mio insegnante di latino, già insegnante anche di Federico Fellini,  che amava dire “Signorine, nella borsetta, insieme alla cipria e al rossetto, dovete sempre avere anche la letteratura latina”.
Facendo le dovute differenze direi che Imparare a dire NO è un “libro da tenere in borsetta”!

Recensione a cura di Marisa Silvestri, tratta dalla rivista Conflitti (anno 12, numero 4).