RICO, OSCAR E I CUORI INFRANTI
Andreas Steinhöfel, ill. di Peter Schössow (trad. di Alessandra Petrelli)
Beisler, 2013
Di solito non segnaliamo delle serie i volumi successivi al primo, tranne quando sono veramente da non perdere. Ecco uno di questi casi: se già Rico Doretti e il suo diario avevano conquistato i lettori con il primo volume della serie Rico, Oscar e il Ladro Ombra, si ripetono ancora raccontando una nuova avventura. Si ride come nel precedente; si ride lieve sulle difficoltà di Rico, sul ritardo con cui a volte capisce le cose, sui significati delle parole difficili che spiega tra le pagine, sulle sue trovate.E intanto si guarda Oscar attraverso gli occhi dell’amico: Oscar che viene per passare una serata e una notte a casa Doretti e il mattino trova il suo zaino davanti alla porta, con un biglietto in cui il padre chiede se può rimanere ancora un po’. Perché “ha bisogno di distanza”, spiega il bambino. Oscar invece a questo giro segna la sua distanza dal mondo non più con un casco, ma con un paio di grandi occhiali scuri, nonostante i quali al suo sguardo non sfugge che, alla tombola serale, la mamma di Rico ha vinto imbrogliando. Superata la rabbia, i due si mettono a immaginare scenari possibili, a intrecciare prove e indizi; si gettano all’inseguimento dei veri truffatori sulla vetusta auto di un vecchietto allergico alle noccioline che non trova di meglio che ingoiarne una manciata per salvare la situazione quando viene sorpreso a rubare documenti importanti in un nightclub.

Ce n’è per tutti i gusti, dall cioccolato in cinque palline sul cono di Rico alla mania del cibo salutare del suo amico che sgranocchia “mix dello studente” a quattro palmenti, compreso il cono sette gusti di Oscar: perché se la gelataia ti stuzzica chiedendoti melliflua se sai già contare fino a cinque, cosa vuoi fare? Risponderle che sai farlo fino a sette ed elencarle i gusti nell’ordine esatto in cui deve servirteli!

Rispetto al primo volume è cambiata la traduttrice, ma la prosa di Rico nel suo diario scritto di notte scorre liscia, ironica e appassionante come la conoscevamo.

 

Recensione tratta dal blog Le letture di Biblioragazzi a cura di Caterina Ramonda.