STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI
Markus Zusak (trad. di G. M. Giughese)
Frassinelli, 2014

Uscito nel 2005 e subito entrato nella lista dei bestsellers del New York

Times, dove è presente da oltre otto anni, già pubblicato in Italia con il titolo La bambina che salvava i libri, questo intenso romanzo viene ora riproposto in occasione della sua trasposizione cinematografica che, nonostante i giudizi contrastanti, ha sicuramente contribuito a rilanciare il libro e a porlo all’attenzione del grande pubblico anche nel nostro paese.
Storia di una ladra di libri è uno straordinario romanzo sul potere delle storie e delle parole. Nato dal desiderio dell’autore di raccontare la Seconda guerra mondiale attraverso gli occhi dei genitori, che quella storia hanno vissuto in prima persona, ha come insolita voce narrante quella della Morte, che prende parte agli eventi con umana e sofferta partecipazione.
Liesel Meminger, la giovane protagonista, si ritrova nella sua famiglia adottiva dopo un lungo e faticoso viaggio attraverso l’inverno tedesco. Non sarà facile il distacco dalla madre e dal fratellino, morto durante il viaggio, ma la gentilezza d’animo di Hans, il padre adottivo, e il ruvido amore della moglie Rosa, riusciranno a sciogliere il pungente dolore che è dentro di lei. Liesel è una ragazzina combattiva e coraggiosa, e nutre una vera passione per i libri: li deve possedere, anche rubandoli; deve salvarli, tanto li ama. Il suo primo libro, quello su cui impara a leggere, è Il manuale del necroforo, di cui si impadronisce durante il funerale del fratellino. Il secondo lo salva dal rogo dei nazisti. Ma siamo nella Germania nazista, e nella situazione di dolore, di abbandono e di impotenza di fronte al corso della Storia in cui Liesel si trova a vivere, le parole rappresentano un’ancora di salvezza, la possibilità di conoscere altri mondi e di sentirsi libera, la “possibilità di cambiare il mondo”.
Liesel ruba libri mentre Hitler sta rubando la vita alle persone, anche attraverso le parole. Liesel si riappropria allora delle parole per riscrivere la sua storia. Ed è proprio il suo amore per le parole ciò che alla fine la salverà, realmente e metaforicamente, dalla distruzione: “Ho odiato le parole e le ho amate, e spero che siano tutte giuste”, scriverà a conclusione della sua storia.